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Per una Provincia che migliori P

Per una Provincia che migliori Pianura e Soccavo

Napoli Città  Metropolitana

Abolire la Provincia con sensibile risparmio economico e razionalizzare le competenze per lasciare spazio ad un Ente sovracomunale con poteri di indirizzo

Legalità  e sicurezza

Attivare progetti di videosorveglianza per aree di specifico interesse e ad alto rischio e utilizzare sistemi di sorveglianza satellitare contro degrado ambientale, atti vandalici e per garantire maggiore sicurezza ai cittadini

Costruire una banca dati dei beni confiscati alla camorra e ridurre i tempi di assegnazione degli stessi

Ambiente

Realizzare la bonifica dell'ex discarica di Contrada Pisani

Valorizzare il paesaggio, prestando particolare attenzione alle aree di specifico interesse (Oasi WWF Astroni e Cave di Piperno)

Costruire un nucleo di Protezione Civile sul territorio

Turismo religioso

Promuovere l'opera di don Giustino Russolillo, la casa madre dei Padri Vocazionisti di Pianura e tutti i siti religiosi di Soccavo e Pianura

 

 

Sport e terzo settore

Valorizzare il tessuto sportivo locale che vanta numerose eccellenze in molteplici campi di attività 

Prevedere la costruzione di strutture sportive nuove

Garantire maggiore solidarietà  ai deboli, aumentando le risorse economiche destinate al mondo del volontariato, del terzo settore e del no profit

Scuola

Mettere in sicurezza gli edifici scolastici

Potenziare i fondi destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole

Utilizzare, in tempi certi, fondi nazionali ed europei per realizzare nuova edilizia scolastica (scuole superiori a Pianura e Soccavo)

Lavoro

Rendere più funzionali ed efficienti i Centri per l'Impiego

Potenziare le misure a sostegno dell'autoimprenditorialità  giovanile e femminile

Trasporti

Aumentare qualità , frequenza ed efficienza dei servizi di trasporto pubblico locale

Per una Provincia migliore

Introduzione

Il Centro-Sinistra intende guidare la Provincia di Napoli per il quinquennio 2009-2013 attraverso un progetto politico che rafforzi il ruolo di coordinamento, programmazione, governo e valorizzazione del territorio dell’ente.
Per farlo punta ad una svolta coraggiosa, ad un’innovazione radicale, chè rivolti e rinnovi l’apparato amministrativo, il sistema delle relazioni pubblico-privato; l’agenda delle priorità politiche e tematiche.
Gli strumenti principali saranno il coraggio e la responsabilità delle scelte per dare risposte all’immediato e a quanto potrà accadere nei prossimi dieci anni.
Per fare questo il Centro-sinistra propone un programma dinamico costruito su pochi, chiari e riconoscibili assi portanti capaci di anticipare la Provincia del futuro e il suo nuovo assetto istituzionale.
Un programma condiviso, frutto del confronto e della partecipazione attiva, di comunità territoriali e di più attori che intendono proporre e sostenere un ruolo proattivo e strategico dell’Ente su legalità; sicurezza; trasparenza; semplificazione; efficacia amministrativa; mobilità sociale; pari opportunità; inclusione sociale; solidarietà; infrastrutture e tecnologie pulite; scuola; formazione; professionalizzazione; ambiente; sviluppo e governo del territorio; viabilità; attrattori culturali ….
Un programma aperto.
Gli assi individuati rappresentano tracce da declinare e personalizzare rispetto ai luoghi ed ai contesti. Un’operazione che effettueremo insieme, utilizzando gli strumenti delle nuove tecnologie e coinvolgendo tutti coloro che vorranno rafforzare e innovare il ruolo della Provincia a partire dal proprio comune, dalla propria visuale. Un progetto politico ambizioso che punta a realizzare significative trasformazioni organizzative ed amministrative come il passaggio dalla Provincia all’area Metropolitana di Napoli assegnando a quest’ultima un ruolo strategico di pianificazione dello sviluppo del territorio stimolando e valorizzando le vocazioni delle macro aree provinciali. Ogni singola comunità sarà coinvolta nell’azione di ridefinizione della propria identità e missione, per essere tratta fuori dal cono d’ombra di Napoli centro, rispetto alla quale non dovranno nè sentirsi nè essere periferia o hinterland, ma poli attrattori di interessi sociali, economici, culturali. Leva di questo cambiamento saranno i giovani, presenti in gran numero sul territorio e pronti a dare il loro contributo di idee, entusiasmo, creatività e speranza. Dare loro credito significa per noi tutti aprire al futuro e liberare energie.  Insieme potremo costruire la nuova identità della Provincia di Napoli.

Oltre la Provincia, verso la Città Metropolitana

La Città Metropolitana è l’approdo cui puntare.
La rotta per arrivarci è un patto sociale scandito da piccole, grandi trasformazioni amministrative e da profondi convincimenti politici, culturali, comportamentali. L’istituto della Città Metropolitana già previsto nella riforma del titolo V, parte II della Costituzione nel 2001, è ancora in attesa delle norme di applicazione. Rappresenta la scala di governo ideale per rilanciare funzioni e missione dell’area metropolitana, sottraendola all’attuale “morsa” che la vede schiacciata tra il Comune capoluogo e l’ente Regione, con effetto di grave penalizzazione per le vocazioni dei singoli territori.
Un cambiamento organizzativo e culturale che porterà notevoli benefici, risparmi economici e temporali, ed eviterà sovrapposizioni di ruoli. Ridurrà i tempi di decisione e di risposta, avvicinerà e semplificherà i rapporti con i cittadini, snellirà le procedure, renderà superflue molte delle istituzioni intermedie. Giungeremo alla Città Metropolitana gradualmente e attraverso una condivisa metodologia di lavoro e di proposta capace, da un lato, di rendere visibili i vantaggi ottenibili dalla gestione comune di attività produttive e di servizi, dall’altro di tutelare, valorizzare e promuovere il tessuto sociale, culturale e produttivo di ogni singolo territorio espressione delle 92 realtà amministrative costituenti la Provincia di Napoli. Momento qualificante di questa azione sarà la “campagna d’ascolto” delle comunità.  Una campagna che nasce per riaffermare il principio dell’autonomia responsabile e costruire una più forte identità territoriale riorganizzata attorno a nuove e ridistribuite funzioni.  L’obiettivo è far nascere un “policentrismo funzionale” su scala metropolitana capace di generare virtuose economie di scala. Per questo la nuova Provincia si impegnerà a sostenere misure che favoriscano la concorrenza e la produzione di beni e servizi entro un mercato risanato grazie a un forte aiuto mirato alle imprese sane. Attueremo questo progetto attraverso il varo di un Piano per la sicurezza delle persone, delle imprese e dell’ambiente centrato sulla lotta alle criminalità e alle centrali finanziarie collegate; l’adozione di un Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici e delle strutture edilizie a partire da quelle destinate a servizi di pubblica utilità – scuole, educandati, ospedali, – fino al patrimonio storico e monumentale, quale volano di riqualificazione delle infrastrutture e crescita economica del territorio; la concertazione con le forze politiche, sociali e produttive di un Piano strategico per lo sviluppo dell’area metropolitana di Napoli che preveda:
l’aiuto al sistema del credito, nuovamente regolato e finalizzato a finanziarie l’innovazione nelle imprese sane, anche attraverso l’istituzione di un unico fondo interbancario, la bonifica delle coste, dei fiumi, delle acque e dei territori dai rifiuti tossici, lo sviluppo e il potenziamento del sistema integrato di trasporto pubblico su ferro, l’ottimizzazione e qualificazione del trasporto pubblico su gomma, con interventi straordinari di bonifica stradale, la semplificazione della pubblica amministrazione.

Legalità e Sicurezza

Il Centro-Sinistra assume legalità e sicurezza a fondamento della sua azione di governo provinciale e li declinerà in ogni loro manifestazione ed espressione, a partire dall’assetto organizzativo ed amministrativo. Ogni ufficio dell’amministrazione provinciale deve diventare, migliorando ed innovando le sue prestazioni e servizi, presidio di legalità e sicurezza per i cittadini, il territorio, le imprese al fine di esercitare una puntuale e forte azione di contrasto ad ogni forma di criminalità e devianza. Verranno utilizzate e diffuse prassi virtuose e progetti innovativi, capaci di portare ad un ammodernamento complessivo dei servizi, ad un costante e fruttuoso confronto con gli operatori del settore ( dalle forze di polizia alla magistratura), società civile, associazioni particolarmente attive contro ogni forma di degrado e di devianza. Saranno incentivate e potenziate tutte le azioni e gli strumenti diretti alla collaborazione operativa ed interistituzionale: dall’interoperabilità delle banche dati e delle anagrafi, fino al monitoraggio e alla mappatura del territorio e delle strutture pubbliche. L’obiettivo è condividere e riconoscersi in un metodo di lavoro comune e accedere sempre ad informazioni esaustive e corrette per esercitare con tempismo, efficacia e successo l’azione di governo e di raccordo sui temi propri del governo provinciale.
In quest’ottica va potenziata l’azione della Polizia Provinciale, attivando progetti di videosorveglianza per quelle aree di specifico interesse e ad alto rischio ambientale; diffuso e condiviso l’uso di sistemi di sorveglianza satellitare per contrastare abusivismo edilizio, degrado ambientale, modifiche territoriali (erosione fascia costiera, inquinamento acque).
L’azione di contrasto alla illegalità e l’affermazione della legalità e sicurezza poggia anche sull’avanzamento conoscitivo e sulla formazione culturale dei giovani, ai quali può essere affidato il compito di rendere socialmente vivibili e fruttuosi i luoghi e i beni sottratti alla criminalità. Per cui è necessario da un lato provvedere alla costruzione di una banca dati dei beni confiscati e già destinati e da destinare e dall’altro semplificare e ridurre i tempi di assegnazione.

Trasparenza e semplificazione amministrativa

L'innovazione che intendiamo promuovere e realizzare richiede progetti e processi attuativi in grado di integrare, coordinare ed attivare, in una unitaria strategia multilivello, tutte e, soprattutto, tutte insieme le leve abilitanti necessarie (quadro normativo, tecnologie, organizzazione e gestione, capitale umano). Pertanto si renderà necessaria una forte azione di re-inegnerizzazione dei processi e ad una piena interoperabilità tra i 92 comuni della provincia e l’ente stesso. Tale azione sarà incentivata, promossa e finalizzata a:

  1. definire la programmazione di breve e lungo termine;
  2. coordinare l'uso delle risorse disponibili ed ottimizzare gli investimenti;
  3. individuare linee prioritarie di intervento;
  4. semplificare le procedure ed abbattere i tempi di progettazione,
  5. affidamento e realizzazione degli interventi;
  6. sancire modalità di monitoraggio, verifica e valutazione;
  7. condividere esperienze e buone pratiche, che abbiano dimostrato significativi livelli di operatività e sostenibilità.

La valutazione, anche nei termini di soddisfazione dell’utenza, diventerà la “cerniera” tra l’efficienza amministrativa e la trasparenza verso il cittadino, divenendo l’elemento chiave nel processo di riforma della provincia. La ricaduta di tali scelte dovrà essere percepibile dai cittadini e pertanto, coerentemente, adotteremo il bilancio sociale, strumento che permetterà di leggere e riconoscere la sostenibilità di ogni singola politica e di ogni azione amministrativa. Si punterà inoltre ad un ampio uso dello strumento della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) al fine di consentire ai cittadini l'accesso sicuro ai servizi pubblici online attraverso certificato e firma digitale; all'integrazione e alla valorizzazione del patrimonio informativo dei comuni della Provincia. L’obiettivo è di introdurre progressivamente il trattamento automatizzato dell’informazione nei processi produttivi, a partire dagli scambi informativi tra la Provincia e i comuni di appartenenza.
La maggior parte delle implementazioni e delle innovazioni saranno introdotte valorizzando le competenze interne e il Centro Servizi Territoriale CST della Provincia di Napoli.

Scuola e Formazione

La provincia cresce e si innova se

  1. garantisce, tutela ed assicura il diritto all’istruzione ed alla formazione di tutti i suoi cittadini;
  2. contrasta la dispersione e la mortalità scolastica, intervenendo con rigore, lungimiranza e competenza in ogni segmento del percorso formativo;
  3. valorizza le istituzioni, gli operatori del settore, i luoghi e i tempi della conoscenza.

Ma soprattutto se riattiva l’ascensore della mobilità sociale del merito, delle competenze, del sapere. Per giungere a ciò, intendiamo riconfigurare la Provincia come polo di programmazione, coordinamento e gestione efficiente e capace, in grado di promuovere integrazione tra i vari segmenti istituzionali ed attuare sinergie con tutti gli attori della filiera della conoscenza. Le scelte prioritarie e gli interventi prevedono

1. la prosecuzione dell’impegno sull’edilizia scolastica che si concretizzerà:

  • a) nell’intercettare ed utilizzare in tempi certi fondi nazionali ed europei per realizzare nuova edilizia scolastica, mettere in sicurezza tutte le pre-esistenti strutture utilizzando tecnologie ecocompatibili;
  • b) nel ripensare la configurazione degli edifici scolastici secondo una concezione nuova, in cui gli spazi diventano “ambienti di apprendimento” aperti alle moderne forme di didattica laboratoriale, ambienti capaci di garantire ed assicurare, sempre, l’accesso e l’uso ai diversamente abili e la pratica di attività ludico-sportive;
  • c) nell’ampliare le esperienze di tempo pieno e continuo

2. la sostenibilità della gestione funzionale dell’ordinario mediante un ammodernamento e la semplificazione delle procedure per la manutenzione ordinaria e il potenziamento della delega dei fondi alle istituzioni scolastiche autonome;
3. la stabilizzazione e la qualificazione dei servizi di supporto organizzativo per alunni/e diversamente abili o in situazione di svantaggio:
4. l’ampliamento positivo dell’autonomia e la creazione di reti scolastiche. Tale scelta strategica per la crescita e la qualificazione dell’intero sistema scolastico e formativo provinciale troverà attuazione attraverso:
a) la prosecuzione dell’esperienza delle Conferenze d’ambito,
b) una sempre più stringente responsabilizzazione degli attori coinvolti ed un potenziamento dei compiti conferiti,
c) efficaci pratiche concertative per la definizione del piano provinciale di organizzazione della rete scolastica,
d) la definizione di criteri omogenei per il dimensionamento della rete scolastica, che facciano leva sulla verifica delle reali esigenze del mondo del lavoro, sulla valorizzazione delle eccellenze, sull’equilibrio delle varie tipologie di percorsi di istruzione all’interno di ogni ambito territoriale;
5. l’attivazione dell’intera filiera della conoscenza assumendo la centralità dell’orientamento in ingresso e in uscita e creando virtuose alleanze tra i diversi luoghi dei saperi, realizzando network tra scuole, centri di formazione, università, con riferimento alla normativa di istituzione dei poli formativi;
6. il potenziamento della cooperazione interistituzionale attraverso
a) reti di solidarietà interistituzionale finalizzate a rendere più efficace e incisiva l’azione di contrasto alla dispersione e all’insuccesso scolastico;
b) idonei strumenti di sostegno all’istruzione, allo studio e alla formazione per soggetti bisognosi e meritevoli;
c) un reale coordinamento tra provincia e regione per una regia complessiva degli interventi di formazione professionale;
d) azioni coordinate di monitoraggio e di valutazione per verificare l’efficacia dei percorsi formativi e puntare sull’occupabilità dei giovani.

Donne, Giovani e Lavoro

Nella provincia di Napoli accanto a tante eccellenze, convivono ampie sacche di criticità economica ed occupazionale che non consentono di capitalizzare al meglio il potenziale di risorse umane, il capitale sociale, le iniziative locali di sviluppo. In tal senso vanno garantite: la sinergia fra i vari livelli istituzionali, di cui la Provincia, con i suoi 3 milioni di abitanti, può essere protagonista e pertanto, in attesa che la Regione deleghi ulteriori competenze dovute alla Provincia, si propone:

  1. di rendere più funzionali i Centri per l’Impiego
  2. di accompagnare, attraverso iniziative chiare, in collaborazione con gli enti che svolgono tale attività, la promozione di iniziative di auto-impiego o finalizzate allo sviluppo dell’area della Provincia di Napoli
  3. tutelare la qualità del lavoro, facendo attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla garanzia dei controlli ed a tutte le iniziative utili per competenza per combattere tutte le forme di evasione e sommerso
  4. acquisire come metodologia di condivisione la partecipazione delle parti sociali, con un pieno e reale coinvolgimento nei processi decisionali relativi alle strategie di intervento e nelle fasi di programmazione.
  5. costruire un rapporto con le autonomie funzionali (Camera di commercio, Università, enti fieristici, consorzi settoriali, aziende sovracomunali di servizi, ecc.) in grado di promuovere iniziative che vanno coordinate e ricondotte ad un quadro unitario.

In questo senso investire sui giovani rappresenta un punto di forza della Provincia. Così come la crescita professionale delle donne. Infatti, oltre che pratica delle pari opportunità come scelta di modernizzazione della società, l’investimento sulla occupabilità femminile rappresenta un’occasione di sviluppo per le imprese e di forte innovazione sociale e territoriale. Declinare al femminile e per le donne l’innovazione è una delle sfide aperte che la nuova Provincia assume e sostiene.

Integrazione, solidarietà sociale, lotta alle povertà

La Provincia di Napoli, indipendentemente da volontà politiche, leggi, desideri, si caratterizza sempre più come una realtà multietnica. Ciò può essere assunto come un fenomeno da contrastare, oppure come un’opportunità da gestire, per costruire una nuova società aperta, inclusiva, forte. Il centro sinistra si riconosce in questa seconda opzione e pertanto intende come governo provinciale:

  1. ridurre la barriera linguistica e culturale aumentando i centri di apprendimento adeguatamente attrezzati e gratuiti,
  2. favorire l’aggregazione sfruttando il consistente patrimonio edilizio degradato e abbandonato rivitalizzandone una parte nell’offrire servizi agli immigrati;
  3. predisporre di luoghi di ospitalità e di ambulatori sanitari che facciano da collettori con le strutture ospedaliere pubbliche nei luoghi dove vi è una maggiore densità di immigrati.

La presenza di persone senza dimora a Napoli, come in tutte le città italiane, è in aumento. In strada vivono cittadini italiani e stranieri, minori ed anziani, uomini e donne soli e nuclei familiari: alcuni vivono in strada per anni, altri per brevi periodi. Quella dei senza dimora è una condizione di estrema debolezza, di forte esposizione fisica alla violenza teppistica e alle condizioni climatiche avverse, di progressiva espropriazione di ogni diritto di cittadinanza. Si tratta di costituire dei centri di prima e seconda accoglienza dove i clochard possano trovare riparo e accoglienza, soprattutto nei momenti più difficili dell’anno.  Verrà inoltre introdotta la Residenza anagrafica virtuale che è fondamentale per ricevere posta, notifiche per le pratiche di assistenza e per tutte la corrispondenza che i senza dimora non riescono ad avere. Siamo inoltre consapevoli che qualsiasi intervento di solidarietà sociale oggi, non può non avere come priorità la famiglia, quale nucleo fondamentale della comunità ed ammortizzatore sociale per eccellenza. Proprio per questo gli interventi di solidarietà sociale devono qualificare e potenziare le risorse di sostegno già presenti sul territorio, promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove realtà di servizio alla famiglia, favorire l'integrazione e la messa in rete delle diverse agenzie operanti, per razionalizzare, migliorare e differenziare l’offerta di servizi sul territorio.
E' importante inoltre, realizzare politiche di inclusione sociale, volte a superare le differenze sociali, economiche e culturali legate al territorio, rendendo più vivibili alcuni quartieri a maggiore emarginazione e devianza sociale, investendo sia sul piano della dislocazione dei servizi pubblici ed educativi, che sul piano della risorse umane e professionali da mettere in campo. Contemporaneamente, la nuova Provincia adotterà un approccio integrato per le misure di welfare e di lotta alle povertà in modo da combattere l’esclusione sociale di massa e anche al fine di sostenere la domanda. Ciò attraverso

  1. una forte accelerazione di tutte le pratiche relative al finanziamento di programmi e progetti rivolti ai soggetti deboli attraverso l’apertura di un unico centro di facilitazione e di ascolto;
  2. un fondo speciale di prestito temporaneo a favore della liquidità di cassa delle organizzazioni del terzo settore;
  3. azioni a favore di una città metropolitana a misura delle diverse abilità,
  4. l’individuazione di un Ombudsman-garante dell’area provinciale che curi la lotta al crescente razzismo e sostenga i diritti di immigrati e minori in situazione di estrema difficoltà;
  5. la creazione, d’intesa con i comuni, di dieci mense per i senza fissa dimora e le persone in difficoltà.

Pianificazione Territoriale e Sviluppo

La provincia napoletana è interessata da processi di “gemmazione insediativa” e dal rafforzamento dei centri di minore dimensione che spingono a cambiare i tradizionali rapporti tra la città capoluogo e la sua provincia stimolando nuove forme di “protagonismo” istituzionale. Ciò ha determinato nel tempo una eterogenea riconfigurazione spaziale dapprima concentrica rispetto alla grande città e poi linearmente lungo i sistemi infrastrutturali presenti, con edilizia residenziale a bassa densità attività produttive (generalmente piccole e medie imprese, attività artigianali e non necessariamente collocate in aree con destinazioni d’uso appropriate), grandi funzioni metropolitane (centri commerciali, centri di divertimento) che diventano spesso elementi catalizzatori di mobilità e di nuove urbanizzazioni.

Questo fenomeno ha di fatto determinato la necessaria nascita di una nuova stagione normativa nel settore dell’urbanistica e della pianificazione territoriale. I Piani Territoriali Regionali - P.T.R., i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale – P.T.C.P. e le norme per il governo del territorio regionale; in Campania la Legge Regionale n. 16 del 22 Dicembre 2004 “Norme sul governo del territorio” - , costituiscono l’impianto normativo istituzionale per le nuove politiche e pratiche di sviluppo urbano. Gli strumenti di pianificazione si configurano come strumenti strategici per individuare percorsi non ancora battuti per lo sviluppo urbano e territoriale. Siamo però consapevoli che, contrariamente a quanto attualmente accade, elemento catalizzatore e propulsore dovrà continuare ad essere l’identità delle comunità. La provincia napoletana vive una sua identità subalterna e immiserita rispetto al centro della città. E i comuni dell’area metropolitana gravano tutti su Napoli senza riuscire a definire propri spazi di autonomia. Questa struttura gerarchica non funziona. Alla periferia di Napoli va assegnato un ruolo ed una identità attraverso la localizzazione di servizi ed attività che diventino attrattori sia rispetto al centro della città che dei comuni della provincia. E per farlo ogni singola comunità deve diventare protagonista di proposte e di risposte. Così il potenziamento della rete infrastrutturale e di collegamento deve relazionarsi ed innervarsi ad una più articolata rete del trasporto su gomma come completamento ed integrazione della metropolitana regionale, superando le criticità economiche fino ad oggi evidenziate. A ciò si deve accompagnare grande un progetto di sviluppo che dia un senso alla mobilità intra-provinciale. In questa mobilità governata emerge e si rafforza il tema delle vocazioni territoriali. Il Giuglianese con il recuperato rapporto con la costa, il Nolano con la vocazione logistica e i beni culturali, il Pomiglianese con la tradizione industriale, la Costiera sorrentina con la vocazione turistica ed il Vesuviano con i giacimenti eno-gastronomici possono integrarsi con il sistema dei Campi Flegrei, enorme attrattore turistico-culturale.
In questo quadro assumono un ruolo strategico la valorizzazione del ruolo di Bagnoli e la riconversione post-industriale della zona orientale di Napoli che diventa cerniera con il Nolano-Pomiglianese.
Attraverso l’uso delle risorse europee, verrà proposto un grande programma di recupero delle periferie affinchè divengano poli di riequilibrio tra città e zone interne, e nodi di una grande cintura verde, una “green belt”, in cui il recupero ambientale basato sulle green tecnologies sia esso stesso strumento di sviluppo e fattore di qualità della vita per tutti i cittadini. Dal punto di vista della strategia, i contesti urbani, per le peculiari caratteristiche produttive e socio-culturali in essi storicamente sedimentatesi, sono i luoghi chiave in cui definire e attuare interventi di coesione sociale. Uno dei problemi maggiormente avvertiti in queste aree riguarda le condizioni di vivibilità dei cittadini e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni. Il congestionamento urbano, dovuto alla concentrazione di ingenti quote di popolazione provenienti spesso dalle province, esse stesse inadeguate a fornire servizi e strutture di base (scuole, ospedali, spazi ricreativi), finisce per produrre due conseguenze negative: il sovraffollamento dell’area urbana e lo scadimento dei servizi pubblici. Contemporaneamente lavoreremo per migliorare le condizioni dell’attrattività di Napoli e dei territori della sua provincia intervenendo sia sul recupero dei beni e degli attrattori culturali sia bonificando il territorio attraverso interventi diretti sulle infrastrutture materiali e su quelle immateriali. In particolare poi, per accrescere l’interesse a livello internazionale verso i settori produttivi ed economici regionali, verrà predisposto un pacchetto integrato di azioni tese in modo congiunto alla valorizzazione e alla conoscenza delle potenzialità imprenditoriali dei territori provinciali e alla ricerca di accordi sulla sicurezza territoriale fissati anche attraverso la definizione di Certificazione sulla Sicurezza e la Legalità Territoriale, un marchio che potrebbe fungere da stimolo per i potenziali imprenditori internazionali. Un’attenzione particolare, sintesi del buon governo territoriale, verrà prestata all’agricolatura, per renderla sostenibile e di qualità, altamente competitiva sia sul mercato locale, nazionale e internazionale. L’agricoltura nella provincia di Napoli ha nel passato costituito il volano di sviluppo dell’economia del territorio e ha rappresentato il baricentro geografico della cosiddetta “Campania felix”.  Oggi occorre spezzare i vincoli e superare le criticità che ne impediscono un’affermazione di successo. Ciò potrà attuarsi attraverso politiche mirate e orientate alla qualità, alla sicurezza e alla tracciabilità e quindi riconoscibilità dei prodotti.
Tali scelte potranno essere agevolmente sostenute anche attraverso l’attivaione di un “Centro di eccellenza per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari territoriali” in grado di integrare e mettere in sinergia le competenze tecnico-scientifiche presenti sul territorio in modo da favorire processi di innovazione e trasferimento tecnologico, ma anche di intervenire positivamente sulla logistica, conservazione ed esportazione delle produzioni.

Ambiente e Tecnologie pulite

Il territorio della Provincia di Napoli oggi è percepito come un luogo di profondo disagio, economico, culturale e sociale. Eppure noi possiamo e siamo in grado di invertire percezioni e consapevolezze, utilizzando le nuove tecnologie per il monitoraggio e sensibilizzando ogni cittadino a forme di responsabilità ambientale. Si badi bene questa nuova vocazione ambientale deve basarsi sulla conoscenza e sulla consapevolezza. Non una mera difesa dell’esistente, ma l’adozione delle tecnologie pulite come volano di sviluppo e paradigma intorno al quale ricostruire i processi del nostro sviluppo e del nostro agire quotidiano.

Fondamentale in questa azione è il completamento del ciclo dei rifiuti provinciale che dovrà segnare il ritorno alla gestione ordinaria della raccolta, del riciclo e dello smaltimento, in virtù del passaggio di competenze alle province con la fine dell’esperienza dei commissariati straordinari. Vogliamo costruire una Provincia ambientalmente sana, in cui il territorio è completamente bonificato e costantemente monitorato dalle tecnologie più moderne, in grado di assicurarci della qualità e della sicurezza dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e del suolo che abitiamo e coltiviamo. La nostra opzione strategica sarà l’adozione in larga scala delle cosiddette Tecnologie Verdi (Green Technologies), intorno alle quali far ruotare ogni azione di sviluppo del nostro territorio.
Ciò significa incentivare l’uso di fonti energetiche alternative e rinnovabili, puntare sull’edilizia eco-sostenibile, intervenire sul ciclo delle acque, sulla manutenzione e messa in sicurezza degli ambienti, sui sistemi di mobilità e sulla logistica, ma anche e soprattutto sul ciclo integrato dei rifiuti e del loro smaltimento. Scelte queste che consentiranno di contrastare efficacemente la riduzione delle risorse naturali ed il degrado ambientale generando contemporaneamente una grande opportunità di crescita economica e miglioramento della qualità della vita. Ogni nostra politica e ciascun intervento collegato all’ambiente o con possibili ricadute sarà sempre soggetto a un momento valutativo e a severe procedure di prevenzione per la mitigazione dei rischi. Proprio perchè consapevoli degli esiti devastanti per l’ambiente e per l’economia della tragedia rifiuti intendiamo da questo avvio di soluzione lanciare la nostra strategia di riscatto ambientale. Il ciclo della gestione dei rifiuti è ancora incompleto. Non è possibile pensare di organizzare una gestione efficiente senza ricorrere a tutte le opzioni ambientalmente compatibili e tecnologicamente affidabili, e quindi al riciclo delle frazioni secche riciclabili, al trattamento biologico della frazione organica umida, al trattamento di termovalorizzazione della frazione organica non riciclabile. Di fatto ad oggi, tutto il rifiuto indifferenziato (quasi il 90% del totale) dopo una serie di trattamenti costosissimi, ma di scarsa utilità, viene smaltito in discarica o "stoccato" nei siti delle ecoballe. Queste carenze strutturali hanno portato ad un uso indiscriminato della soluzione discarica, che, oltre a rinunciare alla valorizzazione del rifiuto, depaupera la risorsa "suolo" della regione, a danno soprattutto delle generazioni future. La nostra opzione strategica è per
  1. una progettazione e gestione, trasparente e sicura, delle discariche nel pieno rispetto delle norme in vigore.
  2. una gestione attenta dei rifiuti speciali, quelli prodotti da attività di servizio ed industriali, che sono potenzialmente più pericolosi e quantitativamente 2 o 3 volte maggiori rispetto a quelli urbani e su cui si concentrano gli interessi delle ecomafie.
  3. una puntuale comunicazione e informazione ai cittadini per far crescere consapevolezze e consenso, oltre che capacità pratica verso la raccolta differenziata una formazione avanzata per i tecnici che operano sul territorio metropolitano. il censimento dei siti contaminati da rifiuti pericolosi, consapevoli che esistono diverse centinaia di siti pericolosi dove è forte e grave il rischio per le colture e quindi per l'ambiente e la salute dei cittadin
  4. il monitoraggio ambientale attraverso la tracciabilità dei rifiuti, dal momento della loro produzione, durante la fase del loro trasporto e fino al loro smaltimento definitivo; ed il monitoraggio continuo, trasparente ed affidabile degli impianti preposti al loro trattamento e smaltimento (comprese le discariche, per ciò che riguarda sia la gestione amministrativa e le procedure di accettazione e conferimento dei rifiuti agli impianti, sia la misurazione e controllo di tutti i principali parametri di interesse dei diversi comparti ambientali).
  5. il completamento dell'impiantistica per i rifiuti, selezionando e realizzando infrastrutture adeguate al trattamento efficiente dei vari rifiuti solidi (urbani e speciali) prodotti nel territorio provinciale, per contribuire, in coordinamento con il governo regionale, al raggiungimento dell'autosufficienza regionale di trattamento e smaltimento in sicurezza.
  6. l’insediamento di Tavoli di concertazione con le imprese, attraverso i quali proporre agevolazioni a quelle che vogliono migliorare il loro ciclo produttivo acquisendo le "migliori tecnologie disponibili", che garantiscano il mantenimento della qualità del prodotto finale ed impatti complessivamente molto più limitati sull'ambiente.
  7. un pacchetto di politiche di pulizia per le città volte a riorganizzare i servizi di raccolta e pulizia strade e a favorire decoro e salubrità ambientale. I risultati di questi interventi locali e mirati dovranno essere facilmente percepiti e registrati dai cittadini

Questo insieme di scelte politico-gestionali converge in un unico obiettivo: aumentare e uniformare la percentuale di raccolta differenziata in tutta l'area metropolitana e giungere in cinque anni al 60%.

Mobilità sostenibile

La Provincia di Napoli si caratterizza per la densità abitativa tra le più alte d’Europa e del mondo: 2.632 abitanti per kmq. In questo contesto la mobilità sostenibile dei cittadini e delle imprese è uno dei punti nodali per il cambiamento. Il nostro obiettivo di governo è migliorare la qualità della vita dei cittadini intervenendo sui servizi, le reti stradali, le infrastrutture, le gestioni e creare nuove sinergie con altri servizi di mobilità presenti sul territorio.
Per questo punteremo a

  1. potenziare sistemi di “raccordo” leggeri al sistema di metropolitana regionale attraverso la realizzazione di tranvie, bus way, funivie e funicolari;
  2. riorganizzare ed ottimizzare i servizi di trasporto pubblico su gomma, in funzione anche dei nuovi servizi ferroviari, in modo da eliminare le sovrapposizioni e assegnare agli autobus il ruolo di servizi di collegamento alla rete ferroviaria metropolitana;
  3. riorganizzare e realizzare nuovi bus terminal, con progetti qualificati ed inseriti nei luoghi di interscambio;
  4. integrare le attuali previsioni per la realizzazione di nuovi parcheggi di interscambio, per favorire l’accessibilità al sistema di metropolitana regionale e l’integrazione modale
  5. aumentare la qualità dei servizi di trasporto pubblico locale, in particolare per quanto riguarda la pulizia dei treni, il miglioramento del comfort di viaggio, l’informazione all’utenza e la puntualità, chiedendo azioni mirate alle Aziende di Trasporto Pubblico Locale.

Particolare attenzione sarà dedicata, contestualmente all’aggiornamento del Piano di bacino e alla messa a gara dei servizi, alle Aziende di trasporto pubblico locale partecipate dalla Provincia, verificando anche l’opportunità di aggregarle di un’unica Azienda di bacino su gomma.
Banco di prova sarà poi un puntuale programma di riqualificazione, messa in sicurezza e manutenzione della rete stradale provinciale aumentandone gli standard qualitativi e di sicurezza. L’attuale rete stradale provinciale è la parte restante di una più estesa (circa 1.700 km) che, dalla fine degli anni ‘90, si è andata a modificare a seguito delle cessioni ai Comuni. Ad oggi, la rete di proprietà e/o in gestione della Provincia di Napoli, è costituita da circa 844 Km di assi stradali, e comprende: gli assi prettamente di proprietà della Provincia (circa 600 Km), gli assi di proprietà della Regione, affidati in gestione, gli assi ceduti dall’Anas.
Lavoreremo quindi per

  1. l’implementazione di un sistema di manutenzione programmata e la realizzazione di interventi mirati di tipo infrastrutturale sulla rete stradale provinciale
  2. innovazioni tecnologiche, volte a favorire il rispetto del codice della strada, il controllo della condotta di guida, il monitoraggio dei flussi di traffico, al fine di migliorare le prestazioni offerte dalla rete esistente e conservarle nel tempo, soprattutto in tema di sicurezza stradale
  3. il sostegno e l’attuazione di interventi di moderazione del traffico in ambito urbano, dove le strade provinciali intersecano insediamenti, residenze, quartieri, scuole, per migliorare la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Alcune delle principali strade, interessate dal sistema integrato di gestione, manutenzione e miglioramento della sicurezza della rete, saranno:


l’ex SS (strada statale) 162 nc, cosiddetto “Asse Mediano”;
l’ex SS 162, “del Centro Direzionale”;
l’ex SS 87,“Sannitica tra Caserta e Napoli” (di demanio regionale);
la SP (strada provinciale) 1, “Circumvallazione esterna di Napoli”;
la SP 500, “Asse perimetrale di Melito”.

Al fine di ottimizzare la rete viaria favoriremo, poi, il completamento dei collegamenti sia con le infrastrutture viarie nazionali sia con quelle comunali, a tal fine si opererà prioritariamente

sulla viabilità di accesso al CAAN (Centro agroalimentare) di Volla, 2 lotto; realizzazione dello svincolo sulla A3 per il Comune di Tufino;
viabilità di accesso per il termovalorizzatore di Acerra;
viabilità di accesso al CdR di Giugliano.


Abbiamo inoltre assunto a priorità politica anche la questione dei collegamenti marittimi nel Golfo di Napoli, al fine di garantire servizi stabili ed efficaci, e quindi una reale continuità territoriale ai residenti delle isole; e al tempo stesso, una buona accessibilità alle isole per i flussi turistici.
Come governo dell’innovazione opereremo affinchè

  • gli armatori privati, raggiungano standard più elevati di qualità e affidabilità del servizio, attraverso l’introduzione di una nuova regolamentazione, anzitutto per i servizi residuali, attualmente non disciplinati da alcun tipo di obbligo, e per i servizi minimi, al fine di garantire l’effettivo e pieno adempimento degli impegni assunti dagli operatori;
  • gli utenti possano beneficiare di una integrazione tariffaria, sia a mare tra i diversi operatori, sia anche una integrazione terra-mare, che consenta - ad un costo agevolato coperto con un solo biglietto – l’uso congiunto dei servizi di trasporto pubblico locale sulle isole e nella città di Napoli e dei collegamenti marittimi con la terraferma.

Infine, ma non da ultimo, interverremo affinchè le nuove stazioni della metropolitana divengano sempre più attrattori di servizi, attività commerciali e ricettive, innescando una sostanziale riqualificazione del tessuto edilizio circostante.

 
 

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Associazione di promozione sociale nata nel 2003, dal 2006 è Ente di seconda classe accreditato presso la Regione Campania per la presentazione di progetti e per la gestione del servizio civile su base regionale.
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